antipasti

Pastilla Marocchina Vegana e un invito speciale

venerdì, settembre 05, 2014

“E mio padre, come se avesse intuito a quali pericoli mi sarei potuta esporre, mi aveva mormorato: «Ricordati di essere felice». Quelle parole mi tornano in mente in quel luogo dove non ho nessuna  ragione di essere. Perché ho dimenticato il suggerimento di mio padre, perché ho dimenticato che ero felice?”.  (Christine Orban – “Ricordati di essere felice”)


Se oggi, quando avete aperto la pagine del blog avete percepito qualcosa di diverso, allora il vostro intuito non sbaglia, perché effettivamente in questo post si respira un'atmosfera differente.
Infatti, mentre vi sto scrivendo sono seduta su un morbido divano pastello, con il sole che filtra dalle leggere tende, sul tavolino basso di fronte a me un thè speziato, qualche libro e un incenso che profuma delicatamente la stanza di legni esotici.
Sono nel Cafè Littéraire di Roberta, che mi ha calorosamente invitato a passare un po' di tempo insieme.
Io ho portato questi antipasti tipici del Marocco, rivisitati e veganizzati, infatti la versione classica di  questa torta salata è ripiena di carne di piccione, cipolle e spezie, ma ne parleremo dopo.

Roberta mi ha appena parlato di  Alessandro Baricco e del suo libro "Castelli di Rabbia".
Ho ascoltato ogni singola parola, avidamente, come sorsi d'acqua in un giorno di calura estiva.
Ammetto di conoscere poco Baricco, ma proprio per questo motivo ho attinto ogni singola sensazione che mi hanno dato le sue parole per iniziare a conoscerlo

Io, appena ricevuto l'invito, avevo pochi dubbi su cosa avrei portato, il mio caro Murakami, visto che ho da poco finito il suo ultimo libro.
Invece pochi giorni fa, mi sono ritrovata un libro che avevo comprato e dimenticato. Succede, sono sempre così ansiosa di leggere che spesso le letture si accavallano, si incrociano e capita di lasciarsi indietro qualcosa.

L'autrice è Christine Orban ed il libro si intitola “Ricordati di essere felice”.
Scelta particolare, perché in effetti ho iniziato da poco a leggerlo e non sono legata in qualche modo all'autrice (visto che è il suo primo libro che leggo) e in questo momento non ricordo le ragioni precise dell' acquisto. Forse perché ispirata dal titolo o perché ne avevo sentito parlare vagamente in qualche discussione in rete.

Sicuramente la prima domanda di Roberta sarà, perché mi hai portato questo libro oggi?
A volte scegliamo i libri per l'autore, o perché ci colpisce la trama oppure basta l'incipit a farci appassionare subito ad un romanzo altre volte, però, è il libro a scegliere noi. Ne sono convinta.

Ci sono libri pazienti che aspettano solo noi per essere letti e capitano tra le nostre mani al momento giusto, proprio quando avevamo bisogno di loro. Quindi non penso sia una coincidenza che questo libro sia salatao fuori proprio in questo periodo.

Bevo un sorso di thé ed inizio a parlare del libro: 
La protagonista del libro è Marie, quattordici anni  vissuti in una tranquilla città di mare del Marocco, Fédala.
Tranquilla, forse troppo per lei, anche la sua vita, in cui trascorre giornate tutte uguali con la sua famiglia, la sua migliore amica ed il fidanzatino Bobby.
La madre trascorre pigramente i suoi giorni, lasciandosi trasportare dall'indolenza giorno dopo giorno, ridestandosi solo quando torna in Marocco la cugina Fifi dalla Francia, così,  attraverso lei vive la moda, il traffico e il mondo parigino.
Marie, che ha paura di diventare come la madre, sogna di  fuggire dalla sua realtà tranquilla e monotona per trasferirsi a Parigi e trovare la felicità.

La felicità è lo stato d'animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri.

Questa la definizione da dizionario di felicità, ma il concetto è molto più ampio.
La felicità è per me è stare bene con la mia famiglia, con le persone a cui voglio bene.
Felicità è riuscire ad apprezzare le piccole cose della vita.
Ma spesso capita di non sentirci pienamente soddisfatti e cerchiamo appagamento in altro.
L'insoddisfazione ci porta a lamentarci di continuo non rendendoci conto che la vera felicità la stiamo già vivendo. Quando ne prendiamo atto, è ormai troppo tardi.
 Il libro si basa proprio su questo, e l'auguro del padre è una delle frasi più belle mai lette.
E' una frase che andrebbe scritta sui biglietti di auguri, o anche su un post-it sul frigorifero in un giorno qualsiasi.

Nelle prime pagine del libro la madre cucina la Pastilla, un cibo "delle feste", ricco e saporito.
Ho subito cercato ricette in rete e fatta la mia versione "vegan friendly", mantenendo però  la spolverata di zucchero a velo sulla superficie, visto che il sapore dolce della crosta croccante  e l'interno sapido sono una caratteristica di questo piatto.

Prima di lasciarvi alla ricetta, ringrazio infinitamente Roberta per avermi invitato e condiviso virtualmente questa giornata insieme.
Per seguirmi sempre con interesse e curiosità nelle mie ricette dagli "ingredienti strani".
Io cerco il più possibile di divulgare piccole informazioni, di farvi conoscere ingredienti inusuali e inaspettati e quando c'è  curiosità ed un riscontro positivo, non posso che esserne molto, molto felice.
Giusto per rimanere in tema...




Ingredienti per 2:

6 fogli di pasta fillo
60 g di soia disidratata
2 carote
1 cipolla bianca
1 spicchio di aglio
1 uovo
60 g di mandorle
20 funghi in salamoia
100 g di fagiolini già lessati
Noce moscata
Cannella
Pepe
Salsa di soia
Cumino
Rosmarino
Olio d'oliva
Zucchero a velo


Come si fa:

In una pentola portate a bollore l'acqua con la salsa di soia, l'aglio e il rosmarino.
Appena bolle versateci la soia disidratata e lasciate cuocere per 10 minuti.
Scolate senza buttare via l'acqua.

Sbucciate la cipolla,  tritatela e fatela appassire in una pentola con un cucchiaino di olio.
Quando sono trasparenti aggiungete le carote tagliate a piccoli cubetti, spezie, mescolate e aggiungete il brodo ricavato dalla cottura della soia.
Quando le carote sono morbide aggiungete la soia.
Mescolate e lasciate intiepidire.
Aggiungete al composto l'uovo, i funghetti tagliati a metà e i fagiolini.

In una padella a parte tostare le mandorle e tritatele grossolanamente.

Prendete gli stampini e foderateli con 3 fogli sovrapposti di pasta fillo. Riempite con il composto e uno strato di mandorle tritate.
Richiudete e spennellate la superficie con l'olio.
Cuocete a 180° per circa 20 min o finché la pasta inizia a dorarsi.

Lasciate intiepidire e prima di servirle, se volete rispettare la tradizione cospargete la pastilla con lo zucchero a velo (e tracciate una griglia con la cannella in polvere. Facoltativo).




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7 commenti

  1. Non ci sono parole adatte che riescano a spiegare quanto sia stato, non solo bello, ma anche semplice lasciarmi ispirare da te e dalle tue "opere". Ogni volta che entro in questo posticino così caldo e avvolgente, nonostante all'inizio non conoscessi quasi nulla delle tradizioni che spesso ci racconti, mi è sempre sembrato semplicissimo capire e cogliere la bontà di ogni piatto! Grazie a te, assolutamente. Per la predisposizione, per la voglia di sorprendere (che anche in questo caso è stata più che protagonista! ^_^), per la dedizione e la passione, che come ho scritto "altrove" è così evidente da parlare per te!
    Grazie per aver accettato di venirmi a trovare e grazie per aver condiviso queste meraviglie.
    La bellezza non è assoluta e tanto è bello il frammento che hai scritto, quanto è bella a ricetta che gli hai abbinato! Non sai quanto vorrei davvero poterlo dividere in un salottino reale! E' stato un enorme piacere collaborare con te! ^_^

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  2. Grazie Roberta,
    E' stato davvero un onore ricevere l'invito a sedermi con te al Cafè Littéraire, ed ho accettato con enorme piacere.
    Grazie davvero, non sai quanto mi faccia piacere che nei post, tra ricette, foto e parole traspaia la mia passione per la cucina e la grande voglia di condividere aneddoti e informazioni.
    E davvero mi rende molto felice quando le mie parole ispirano curiosità e voglia di provare cose nuove <3
    Grazie ancora per questo incontro, sì virtuale, ma che sento molto vicino.
    E chissà mai se prima o poi ci incontreremo in un salotto reale.
    E' stato un vero piacere. Grazie!! ^_^

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  3. Devo dire che il tuo racconto mi ha emozionata e sono davvero ansiosa di leggere questo libro. E' vero, la felicità l'abbiamo a portata di mano e nemmeno ce ne accorgiamo perchè troppo preoccupati a lamentarci delle cose che non vanno.

    P.S. Questa pastilla mi ispira un sacco!

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    1. Grazie Giovanna, che piacere averti qui!
      Verissimo!
      come la protagonista del libro, ha praticamente tutto per essere felice ma non se ne accorge e la cerca altrove.

      Grazie ;)

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  4. ...emozionante il tuo racconto... ora ho soltanto voglia di rilassarmi, leggere questo libro e assaggiare questa pastilla...
    Bravissima!

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    1. Grazie Michela :)
      Il libro è molto piacevole,e anche se non mi ricordo il motivo per cui l'ho comprato sono felice di averlo fatto :)
      buon week end!

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  5. Valeria, la frase sulla felicità è stupenda e davvero dovremmo ricordarla spesso! Ecco, l'idea di fare una ricetta citata in un libro è una cosa che mi piace molto... Anche io a volte l'ho fatto e mi è sembrato di trovarmi un po' immersa nella storia...
    V

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