Budino al liquore di liquirizia

C'è chi ama la menta e chi la liquirizia. Fino s qualche anno fa io appartenevo alla prima categoria e stavo lontana da tutti i sapori che, anche solo lontanamente, mi ricordavano la nera radice.
Ma si sa, si cambia e con gli anni ho imparato ad amare questo prezioso oro nero.
Quindi, quando mi è stato chiesta questa collaborazione non c'ho pensato due volte ed ho detto sì!
La Mental poi, è sempre stata una presenza fissa in casa quando ero piccola (mia mamma ha sempre adorato la liquirizia!) quindi è stato doppiamente piacevole ricevere questa richiesta.
Ma non è solo menta e liquirizia, eh, basta guardare quante confezioni colorate e dai gusti più svariati ci sono in questa pagina :)
Il prodotto che mi ha incuriosita di più è stato il liquore e dopo averlo provato "al naturale" ho pensato subito di farci qualcosa... ed è nato questo budino!
Prima di lasciarvi alla ricetta, vi segnalo che sul sito potete ordinare la vostra scatoletta Mental personalizzata, basta scegliere le vostre foto o grafiche ed il gioco è fatto!
Le mie le vedere in foto!



Ingredienti:

60 ml di acqua
3-4 caramelle alla menta Mental Black
1 cucchiaio di zucchero di canna
170 ml di latte di soia (io ho usato quello al cappuccino della Alpro)
4 g di agar agar
2 cucchiai di liquore alla liquirizia Black Mental + altro per guarnire


Come si fa:


Mettete l'acqua, l'agar agar, lo zucchero e le caramelle in un pentolino e portate ad ebollizione mescolando spesso.
Abbassate la fiamma, aggiungete il latte di soia, il liquore e riportare a bollore.
Sul fondo degli stampi versate un po' di liquore e riempite con il budino.
Lasciare raffreddare e mettete in frigo per ameno 2-3 ore prima di servire.

Consigli e suggerimenti:
- Ho usato un latte di soia aromatizzato per esaltare il gusto della liquirizia, potete sceglierne uno al cioccolato, o come il mio al cappuccino oppure mischiare il  latte con del caffè espresso (in questo caso regolatevi con lo zucchero, visto che sarà più amaro).


Crostata di riso con ratatuia e burrata




Di questa crostata me ne sono innamorata subito, da quando l'ho vista sulla copertina dell'ultimo Sale & pepe.
E' stato amore a prima vista e non poteva essere altrimenti, amando io profondamente il riso in ogni sua preparazione. E' coloratissima di tante verdure  (alla ricetta originale ho aggiunto un peperone giallo) e poi c'è lei, la signora burrata, che si adagia perfettamente e morbidamente sopra tutto
Un piatto unico piuttosto sostanzioso che appaga non solo il palato ma anche la vista!.


Ingredienti: 
(In corsivo le mie modifiche)

230 g di riso arborio (integrale)
1 burrata
40 g di parmigiano reggiano grattugiato
30 g di pecorino grattugiato
12 olive verdi di Cerignola denocciolate
1 melanzana violetta
2 zucchine
1 peperoni giallo
2 cipollotti (1 cipolla di Tropea) 
100 g di pomodorini ciliegia
 3 uova
 Olio extravergine d’oliva
 Sale pepe


 Come si fa: 

Lessate il riso, scolatelo molto al dente e raffreddatelo sotto l’acqua fredda corrente.
 Trasferitelo in una terrina e unite le uova sbattute, il parmigiano, il pecorino, una presa di sale, una macinata di pepe e le olive tagliate a tocchetti.
Ungete uno stampo da crostata rettangolare , stendete uno strato di riso sul fondo e le pareti, appoggiateci un foglio di carta da forno bagnato e strizzato con sopra fagioli secchi e cuocete in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.
Eliminate la carta e proseguite la cottura per altri 10-15 minuti.
Cuocete in una padella antiaderente con poco olio la melanzana tagliata a spicchietti per 6-7 minuti.
Levatela dalla padella, mettetevi le zucchine tagliate a fette in sbieco, il peperone tagliato a striscioline, i cipollotti ( cipolla di Tropea) a fette sottili e cuoceteli per 5-6 minuti.
Unite i pomodorini con il picciolo e cuocete per altri 3-4 minuti.
(Io Invece li ho cotti al forno per mantenerli integri il più possibile).
 Aggiungete la melanzana precedentemente cotta, regolate di sale e mescolate.
Levate la base di riso dallo stampo, riempitela con la ratatuia, la burrata spezzettata con le mani e servite.



Pizza estiva di anguria


Quest'anno le angurie, insieme ai meloni, sono state quasi quotidianamente presenti sulla mia tavola, a volte addirittura come monopiatto a pranzo, altre volte sotto forma di frullati o nello yogurt per colazione.
Adesso la stagione di questo rinfrescante frutto sta per finire (sigh!) ed ecco quindi un'idea per presentare la frutta al posto della classica e un po' noiosa (diciamocelo) macedonia.
... e come la pizza classica, anche questa andrà a ruba fetta dopo fetta!

Adesso vi  lascio a questa ricetta-non ricetta e vi ricordo che domani sarà a Bologna al Sana :)


Ingredienti:

Anguria
Cocco grattugiato
Tutta la frutta che volete
Foglie di menta

Come si fa:

Tagliate l'anguria a metà e tagliatene una fetta circolare, non troppo bassa, che farà da base per la pizza.
Disponetela sul un tagliare o piatto da portata e farcitela con tutta la frutta che volete, senza dimenticare il cocco grattugiato (ovvero la "mozzarella") e le foglioline di menta.




Pastilla Marocchina Vegana e un invito speciale

“E mio padre, come se avesse intuito a quali pericoli mi sarei potuta esporre, mi aveva mormorato: «Ricordati di essere felice». Quelle parole mi tornano in mente in quel luogo dove non ho nessuna  ragione di essere. Perché ho dimenticato il suggerimento di mio padre, perché ho dimenticato che ero felice?”.  (Christine Orban – “Ricordati di essere felice”)


Se oggi, quando avete aperto la pagine del blog avete percepito qualcosa di diverso, allora il vostro intuito non sbaglia, perché effettivamente in questo post si respira un'atmosfera differente.
Infatti, mentre vi sto scrivendo sono seduta su un morbido divano pastello, con il sole che filtra dalle leggere tende, sul tavolino basso di fronte a me un thè speziato, qualche libro e un incenso che profuma delicatamente la stanza di legni esotici.
Sono nel Cafè Littéraire di Roberta, che mi ha calorosamente invitato a passare un po' di tempo insieme.
Io ho portato questi antipasti tipici del Marocco, rivisitati e veganizzati, infatti la versione classica di  questa torta salata è ripiena di carne di piccione, cipolle e spezie, ma ne parleremo dopo.

Roberta mi ha appena parlato di  Alessandro Baricco e del suo libro "Castelli di Rabbia".
Ho ascoltato ogni singola parola, avidamente, come sorsi d'acqua in un giorno di calura estiva.
Ammetto di conoscere poco Baricco, ma proprio per questo motivo ho attinto ogni singola sensazione che mi hanno dato le sue parole per iniziare a conoscerlo

Io, appena ricevuto l'invito, avevo pochi dubbi su cosa avrei portato, il mio caro Murakami, visto che ho da poco finito il suo ultimo libro.
Invece pochi giorni fa, mi sono ritrovata un libro che avevo comprato e dimenticato. Succede, sono sempre così ansiosa di leggere che spesso le letture si accavallano, si incrociano e capita di lasciarsi indietro qualcosa.

L'autrice è Christine Orban ed il libro si intitola “Ricordati di essere felice”.
Scelta particolare, perché in effetti ho iniziato da poco a leggerlo e non sono legata in qualche modo all'autrice (visto che è il suo primo libro che leggo) e in questo momento non ricordo le ragioni precise dell' acquisto. Forse perché ispirata dal titolo o perché ne avevo sentito parlare vagamente in qualche discussione in rete.

Sicuramente la prima domanda di Roberta sarà, perché mi hai portato questo libro oggi?
A volte scegliamo i libri per l'autore, o perché ci colpisce la trama oppure basta l'incipit a farci appassionare subito ad un romanzo altre volte, però, è il libro a scegliere noi. Ne sono convinta.

Ci sono libri pazienti che aspettano solo noi per essere letti e capitano tra le nostre mani al momento giusto, proprio quando avevamo bisogno di loro. Quindi non penso sia una coincidenza che questo libro sia salatao fuori proprio in questo periodo.

Bevo un sorso di thé ed inizio a parlare del libro: 
La protagonista del libro è Marie, quattordici anni  vissuti in una tranquilla città di mare del Marocco, Fédala.
Tranquilla, forse troppo per lei, anche la sua vita, in cui trascorre giornate tutte uguali con la sua famiglia, la sua migliore amica ed il fidanzatino Bobby.
La madre trascorre pigramente i suoi giorni, lasciandosi trasportare dall'indolenza giorno dopo giorno, ridestandosi solo quando torna in Marocco la cugina Fifi dalla Francia, così,  attraverso lei vive la moda, il traffico e il mondo parigino.
Marie, che ha paura di diventare come la madre, sogna di  fuggire dalla sua realtà tranquilla e monotona per trasferirsi a Parigi e trovare la felicità.

La felicità è lo stato d'animo (emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri.

Questa la definizione da dizionario di felicità, ma il concetto è molto più ampio.
La felicità è per me è stare bene con la mia famiglia, con le persone a cui voglio bene.
Felicità è riuscire ad apprezzare le piccole cose della vita.
Ma spesso capita di non sentirci pienamente soddisfatti e cerchiamo appagamento in altro.
L'insoddisfazione ci porta a lamentarci di continuo non rendendoci conto che la vera felicità la stiamo già vivendo. Quando ne prendiamo atto, è ormai troppo tardi.
 Il libro si basa proprio su questo, e l'auguro del padre è una delle frasi più belle mai lette.
E' una frase che andrebbe scritta sui biglietti di auguri, o anche su un post-it sul frigorifero in un giorno qualsiasi.

Nelle prime pagine del libro la madre cucina la Pastilla, un cibo "delle feste", ricco e saporito.
Ho subito cercato ricette in rete e fatta la mia versione "vegan friendly", mantenendo però  la spolverata di zucchero a velo sulla superficie, visto che il sapore dolce della crosta croccante  e l'interno sapido sono una caratteristica di questo piatto.

Prima di lasciarvi alla ricetta, ringrazio infinitamente Roberta per avermi invitato e condiviso virtualmente questa giornata insieme.
Per seguirmi sempre con interesse e curiosità nelle mie ricette dagli "ingredienti strani".
Io cerco il più possibile di divulgare piccole informazioni, di farvi conoscere ingredienti inusuali e inaspettati e quando c'è  curiosità ed un riscontro positivo, non posso che esserne molto, molto felice.
Giusto per rimanere in tema...




Ingredienti per 2:

6 fogli di pasta fillo
60 g di soia disidratata
2 carote
1 cipolla bianca
1 spicchio di aglio
1 uovo
60 g di mandorle
20 funghi in salamoia
100 g di fagiolini già lessati
Noce moscata
Cannella
Pepe
Salsa di soia
Cumino
Rosmarino
Olio d'oliva
Zucchero a velo


Come si fa:

In una pentola portate a bollore l'acqua con la salsa di soia, l'aglio e il rosmarino.
Appena bolle versateci la soia disidratata e lasciate cuocere per 10 minuti.
Scolate senza buttare via l'acqua.

Sbucciate la cipolla,  tritatela e fatela appassire in una pentola con un cucchiaino di olio.
Quando sono trasparenti aggiungete le carote tagliate a piccoli cubetti, spezie, mescolate e aggiungete il brodo ricavato dalla cottura della soia.
Quando le carote sono morbide aggiungete la soia.
Mescolate e lasciate intiepidire.
Aggiungete al composto l'uovo, i funghetti tagliati a metà e i fagiolini.

In una padella a parte tostare le mandorle e tritatele grossolanamente.

Prendete gli stampini e foderateli con 3 fogli sovrapposti di pasta fillo. Riempite con il composto e uno strato di mandorle tritate.
Richiudete e spennellate la superficie con l'olio.
Cuocete a 180° per circa 20 min o finché la pasta inizia a dorarsi.

Lasciate intiepidire e prima di servirle, se volete rispettare la tradizione cospargete la pastilla con lo zucchero a velo (e tracciate una griglia con la cannella in polvere. Facoltativo).




Tartufi vegan di cioccolato


Iniziamo la settimana ed il nuovo mese con la semplicità dei tartufini di cioccolato.
Morbidi e deliziosi sarà difficile riuscire a smettete di mangiarli!
Ma  non dovete preoccuparvi perché sono un peccato di gola supersano, senza zucchero né olio.
Ma con due ingredienti "segreti" e furbissimi.
Ve li svelo augurandovi  di cuore di iniziare al meglio questo Settembre.
A presto.


Ingredienti:

200 g di cioccolato fondente 70%
150 g di avocado maturo
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
1 cucchiaio di tahina
Latte di soia q.b.
Cacao amato in polvere per la copertura


Come si fa:


Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente.
Schiacciate bene l'avocado con un forchetta.
In una ciotola unite il cioccolato fuso all'avocado, aggiungete il cacao amaro, la tahina e poco latte di soia per aiutarvi ad amalgamare il composto.
Coprite con la pellicola e lasciate riposare il frigo per almeno 5-6 ore.
Tirate fuori l'impasto dal frigo e ricavatene delle palline che farete passare nel cacao amaro.
Rimettete in frigo prima di servire e tiratele fuori qualche minuto prima.



Idee e suggerimenti:
- per la copertura potete usare cocco grattugiato, semi di sesamo, zuccherini colorati...
- per una versione più golosa una colata di cioccolato fuso.
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